I MIGLIORI “PRODUTTORI” DI CAFFÈ

22 Febbraio 2019

Il caffè più COSTOSO al mondo

 

L’industria del caffè possiede una lunga tradizione alle spalle in cui gli imprenditori più famosi dal punto di vista storico si sono alternati nel corso dei decenni per realizzare il miglior prodotto possibile. Qualità e prezzo sono sempre stati i fattori attorno ai quali le grandi società caffeicole hanno realizzato le loro strategie di vendita. La ricerca sempre più approfondita sulle nuove miscele, tipologie di tostatura e formati ha rivoluzionato il modo di bere il caffè, generalmente nella fase di preparazione.

Tuttavia, il caffè più costoso al mondo viene prodotto da… un animale. Si chiama Black Ivory Coffee e proviene dalla Thailandia. La produzione si basa sulle attività che svolgono gli elefanti. A quest’ultimi vengono fatti mangiare le bacche del caffè, le quali, una volta digerite e defecate, vengono lavate e macinate. Viene ricavata una polvere che ha perso l’acidità del chicco e acquisisce un sapore dolce. A differenza dello zibetto (di cui parleremo successivamente), gli elefanti svolgono una vita normale e non vengono maltrattati. Per arrivare a produrre un chilo di questo caffè, l’elefante deve ingerire circa 33 kg di bacche. Il costo è di 1600 €/kg e una tazzina di caffè costa mediamente 13 dollari.

 

 

Il caffè più PREGIATO al mondo

 

Oltre al caffè più costoso, dal mondo animale viene ricavato anche il caffè più pregiato. Il “produttore” è lo zibetto e il caffè si chiama Kopi (caffè) Luwak (zibetto locale). Questo animale viene trattato crudelmente poiché sfruttato per le sue incredibili capacità intestinali. Le bacche di caffè che ingerisce vengono defecate integralmente in quanto metabolizza esclusivamente la parte esterna del chicco e rimuove il sapore amarognolo dalla bacca stessa. Così facendo, il prodotto ottenuto è di pregevole qualità; il chicco viene mantenuto perfettamente integro e le caratteristiche qualitative sono estremamente delicate. Il caffè di zibetto è tipico degli ambienti del Sud-Est asiatico, in paesi quali Cina, Filippine e le isole indonesiane di Java e Sumatra.

La popolazione autoctona non si pone scrupoli nello sfruttare tale animale, rinchiudendolo in gabbie, per sfruttare economicamente le sue incredibili capacità. Malnutriti, gli zibetti perdono la loro cognizione mentale e psichica in quanto privati della loro libertà. Con il passare del tempo continuano a perdere pelo e impazziscono a livelli talmente elevati che, una volta liberati dalla “prigionia”, dopo incirca una media di 3 anni, non riescono più a sopravvivere alla vita selvaggia. Il costo è di 800 dollari/Kg e una tazzina di caffè costa mediamente 12 dollari.

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